Monterosi
Ieri e Oggi
“Lo scopo di questo mio magnifico viaggio non è quello di illudermi bensì di conoscere me stesso nel rapporto con questi oggetti”.
Johann Wolfgang von Goethe nel suo viaggio in Italia racconta così il passaggio nel Lazio e una delle tappe del suo magnifico viaggiare è stata Monte Rosi un piccolo gioiello adagiato sulle propaggini dei Monti Sabatini è percorrendo la via Cassia verso Viterbo che al K 42 proprio in corrispondenza di un tratto dell’antica via Francigena si intravedono i confini tracciati da questa cittadina quasi un millennio fa piccola e immensa allo stesso tempo sovrastata dal monte Lucchetti Monterosi è uno scrigno che chiude in sé secoli di storia citato per la prima volta nel 1203 in una bolla papale di Innocenzo i con il nome di Mons rosus il monte delle Rose il borgo custodisce al suo interno Splendide architetture e capolavori immutati nel tempo entrando in paese Da ovest sul tracciato della Francigena si può tornare indietro nei secoli per ammirare L’Antica chiesetta oramai sconsacrata dedicata alla Madonna della centura forse edificata su fondamenta del X secolo Se invece si prosegue verso sud immergendosi completamente nel Borgo Antico dove padroneggiano piazzette e palazzi settecenteschi si arriva di fronte a Palazzo Altieri oggi sede del comune di Monterosi così denominato dopo il restauro del 1690 ad opera di un allievo di Gianlorenzo Bernini il viaggio alla scoperta delle meraviglie di Monterosi continua lungo le sue vie lastricate di pietra e di tufo e adornate anche da spendidi edifici religiosi come il duomo baro di Santa Croce in cui sono conservate le reliquie dei Santi Vincenzo e Anastasio patroni del paese chiese palazzi e monumenti di questo Borgo Incantato raccontano l’arte e la religione ci raccontano secoli e secoli di storia racchiusi in 10 km qu proseguendo lungo l’arteria principale del paese si incontra prima la chiesa di San Giuseppe progettata ed edificata nel 1797 in cui spiccano la cupola ottagonale frastagliata dalle tegle curve i due campanili laterali è un aspetto che ricorda le armoniose forme orientali e poi imboccando via Cavour la chiesetta della Madonna della Neve la cui costruzione risale al 1474 le sue vie come i dintorni sono le stesse percorse un tempo da nobil uomini cardinali papi e addirittura da un imperatore i documenti ufficiali parl di un incontro avvenuto tra Papa Adriano e l’imperatore Federico Barbarossa nel 1155 sulle sponde del Lago di Monterosi nominato anticamente janula in una bolla papale del 1074 ma il lago di Monterosi e le sue Rive furono teatro anche di un altro storico aneddoto legato in questo caso a Papa Leone X durante uno dei suoi viaggi tra il 1513 e il 1518 fermandosi a Monterosi per dissetarsi il pontefice scoprì una fonte d’acqua così fresca che decise di farne una fontana monumentale la Fontana di Papa Leone X ribattezzata volgarmente di Papa Lione monter Rosi con la sua narrazione densa di luoghi personaggi e memorie sintetizza una profonda necessità non perdere la memoria dei luoghi e della storia e il filo che collega l’evoluzione della nostra società al passato un filo che è strettamente legato al Sacrario Militare monumento che testimonia il sacrificio di alcuni giovani militari che il 9 settembre 1943 persero la vita per contrastare l’avanzata di un Reggimento tedesco oggi come nei secoli scorsi rimane ancora una tappa fondamentale di quel magnifico viaggiare raccontato dalle penne dei Poeti.
Oggi può “raccontare” anche di eccellenze sportive, ovvero il Monterosi Tuscia Football Club, che ha disputato la serie C ad alto livello. Intorno a questa clamorosa affermazione sportiva per un centro così piccolo è possibile, attraverso un sistema strategico di mobilità e comunicazione, rendere il notevole impianto polisportivo locale – che conta una capienza di 1000 posti tra interno ed esterno – un’attrattiva di crescente interesse per i potenziali utenti, incluso il turismo congressuale, religioso e sportivo.